Nebojša Despotović (4 marzo 1982, Belgrado, Serbia). Il suo lavoro non si focalizza principalmente nella tecnica pittorea ma sconfina in diversi campi quali collage, fotografia, disegni realizzati con varie tecniche e sculture ispirate ad alcuni scritti che le accompagnano. La sua arte tende a indagare - nonché a focalizzarsi - di continuo sul concetto di identità, fa appello alle emozioni dello spettatore provocandolo intellettualmente, fonte inesauribile di riflessioni e stimoli.
Goran Gogić (29 aprile 1979, Belgrado, Serbia). “Come è possibile dire oggi che l’orrore non può essere una ragione per la pittura?” . E’ utile partire da questa riflessione per capire che i lavori di questo giovane artista vertono sulla relazione tra orrore e pittura. Partendo dall’idea di immediatezza e quotidianità degli orrori reali riflette sulle possibilità dell’opera d’arte e sulla sua dignità cercando di comporre immagini con adeguati messaggi espressivi. Dalle sue opere, infatti, sono chiaramente individuabili meccanismi di segni personali che ci guidano attraverso l’attualità dei media e quindi guerre, crimini e violenze che sono presenti ogni giorno nelle nostre case.
Luka Širok (7 ottobre 1982, Šempeter Pri Novi Goric, Slovenia) Con la sua arte questo artista intende “arrivare alla moltitudine” senza dover per forza presupporre una conoscenza della materia necessaria a capirla. Ricerca un contatto empaticamente immediato con l’osservatore. In questo modo dichiara il suo bisogno di creare una forma non costante che, nell’avvenire dei periodi, segni quel qualcosa, di non descrivibile e imprevisto, capace di entrare in armonia per chiunque le si trovi davanti.
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